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BENCHMARKS SETTORIALI E BENCHMARKS VIRTUALI
PER AIUTARE IL “RATING” SULLE IMPRESE
Basilea 2 ha portato nuovamente alla ribalta un tema che
da sempre è centrale per gli analisti economico/finanziari: il rating d’impresa.
Si tratta di un problema complesso, sia da un punto di vista intrinseco
che operativo: Una corretta analisi dovrebbe essere realizzata incrociando
dati di settore, dati relativi all’area geografica, dati “privati dell’impresa”
opportunamente riclassificati e questo è spesso possibile solo
parzialmente per l’analista bancario. Dal punto di vista operativo poi
va considerato che questa analisi non richiede solo dati ed elevate
competenze, ma anche tempo; tempo che si traduce in costi per l’organizzazione
bancaria e che il cliente mal tollera di dover attendere, specie se poi l’esito
dell’analisi non gli è favorevole.
Attraverso il percorso sinteticamente esposto di seguito
noi ci proponiamo di supportare gli “analisti” di filiale e di agenzia
fornendo uno strumento che consenta di realizzare un’analisi
OGGETTIVA e funzionale in tempi brevi.
Questo con un duplice obiettivo:
- Ridurre i costi di “pre analisi” delle pratiche di
affidamento
- Migliorare la relazione con i clienti ed i prospect
Il nostro punto di vista è che il cliente è sempre un
patrimonio che è importante conservare: poter presentare un metodo di
analisi trasparente e poter fornire risposte in tempi brevi sono due
elementi di servizio che l’imprenditore certamente apprezza.
Nel caso in cui l’esito sia negativo, questi due fattori diventano
ancora più rilevanti nella relazione tra l’imprenditore (L’impresa) e
il funzionario (L’istituto): l’oggettività dell’analisi infatti
depotenzia il rischio di conflitto personale, mentre la rapidità di
risposta consente all’imprenditore di poter valutare alternative
operative o strategiche alla richiesta di finanziamento.
Naturalmente siamo consapevoli che, spesso, la
valutazione sull’opportunità di affidare o meno un’impresa non
dipenda unicamente da una valutazione “automatica” dei dati, il metodo
proposto non elimina la discrezionalità del funzionario che è per
definizione limitata solo dalle politiche dell’istituto; al contrario
fornisce un punto di partenza per esercitarla con la massima efficacia,
mettendo in risalto le prestazioni che richiedono ulteriori
approfondimenti, gli elementi di negoziazione con il cliente, i parametri
di riferimento.
Coerentemente con la complessità del tema e con il
nostro stile il modello di intervento dovrà essere adattato alle
esigenze, politiche aziendali ed esigenze tecnologiche di ogni singolo
istituto, per poi tradursi in buona prassi attraverso la sedimentazione in
uno strumento informatico e un adeguato percorso di formazione degli
addetti.
- La lettura “esterna dei risultati d’impresa”
Gli Istituti Bancari, come gli altri “stake holders”
( clienti, dipendenti, fornitori, ecc.), di regola esaminano i risultati
solo tramite una lettura “esterna” che si concentra prevalentemente
su:
- Stato patrimoniale dell’impresa
- Conto economico dell’impresa
redatti secondo la normativa civilistica.
La lettura “esterna” comporta dei limiti nell’apprezzare i risultati
d’impresa.
Limiti che possono essere ricondotti a :
- Documenti in quanto tali ( Stato patrimoniale e Conto
economico seppure arricchiti dalla “nota di accompagnamento“ e dalla
Relazione sulla gestione );
- La non conoscenza della legittima discrezionalità
degli amministratori nel quantificare i valori stimati ( segnatamente
capitalizzazione e rimanenze ).
Con riferimento ai limiti dei “documenti in quanto tali”,
il più notevole è dato dal Conto economico,che rappresenta il risultato
economico in modo sintetico. Solo una lettura “ interna “, che,
peraltro, può fare solo l’Impresa, ottenuta disaggregando il risultato
– tramite la contabilità analitica- permette di cogliere le causa prime
dello stesso.
Il Conto economico – nella versione civilistica – rappresenta solo gli
effetti delle cause prime che restano ignote in una lettura “ esterna”.
Discorso meno drastico può essere fatto per lo Stato patrimoniale; ma è
indubbio che anche servendosi dei vari tipi di “ rendiconti finanziari
“- costruiti tramite lo Stato patrimoniale – non si riescono a
spiegare compiutamente le cause prime della politica finanziaria dell’
Impresa.
Discorso analogo vale per i valori stimati.
La constatazione dei limiti di una lettura “ esterna “ sia del Conto
economico che dello Stato patrimoniale consente di mettere a punto un
approccio corretto di lettura “ esterna “, che deve fare perno sugli
effetti e non sulle cause prime ( perlopiù ignote o note in modo
impreciso e quindi inutili per l’indagine ).
Bisogna quindi mappare gli effetti “che contano” e lasciar perdere i
dati “ che confondono “. Bisogna liberarsi dalla “ Sindrome di Gauss
“ che si traduce nel produrre statistiche che nulla spiegano e tanto
costano.
- Censimento delle prestazioni che “non
confondono”
Gli effetti delle cause prime sono quelle prestazioni che
“non confondono”
-rilevabili correttamente “ dall’esterno “- e che determinano i
risultati d’impresa.
Il censimento delle prestazioni che “non confondono” è prima di tutto
un atto di realismo (“ non posso conoscere le cause prime dei fenomeni
che indago” ) da cui discende un comportamento costruttivo ( “posso
però definire efficacemente gli effetti” ) capace di mettere sul giusto
binario una valutazione “ esterna “ sia della redditività globale che
della liquidità dell’Impresa.
Dove la redditività è la condizione necessaria e la liquidità è la
condizione sufficiente per giudicare la meritevolezza ( o la non
meritevolezza ) dell’Impresa oggetto di valutazione.
- Conflittualità tra redditività e
liquidità
Esiste ed esisterà sempre una conflittualità tra
redditività e liquidità.
Da questa pacifica constatazione bisogna partire per censire quei fattori
– presenti sia nella redditività che nella liquidità – che possono
spiegare il conflitto tra una redditività che “spinge” ed una
liquidità che “frena”.
E’ la misura di quei fattori la chiave per comprendere se la
conflittualità è stata composta senza premiare l’una a scapito dell’altra.
Un’Impresa è tanto più meritevole quanto più è capace di comporre l’eterno
conflitto tra redditività e liquidità.
- Dalla lettura “Esterna” individuale a
quella multipla
La lettura esterna di una sola Impresa ( lettura
individuale ) è incompleta. Incompletezza che non aiuta il giudizio di
meritevolezza sulla stessa.
Bisogna leggere “esternamente” anche le altre Imprese che operano sul
mercato in cui è presente l’ Impresa oggetto di valutazione. Solo così
si può pervenire ad un giudizio di meritevolezza che dispone di tutti gli
elementi di giudizio.
Bisogna passare da una lettura “esterna individuale” ad una lettura
“esterna multipla” ( confronto con le altre imprese ).
- Meritevolezza relativa
Quanto proposto al paragrafo 4) ci porta al concetto di
meritevolezza relativa.
La teoria dell’analisi di Bilancio può affermare che un indice deve
essere uguale a uno, ma se poi – nella prassi – nessuna Impresa arriva
ad avere un indice uguale a uno che rilevanza ha l’affermazione teorica?
Il valore teorico deve essere accantonato e va assunto il valore empirico
come metro acconcio di valutazione della prestazione.
Per quanto sopra, la meritevolezza relativa è il valore medio empirico
espresso, per una determinata prestazione, dalle “ N “ Imprese che
operano in un dato mercato.
Va valutata quindi la meritevolezza relativa non la meritevolezza
assoluta, astratta e molto spesso priva di riscontro nella realtà del
mercato.
- “ Benchmarks “ settoriali
ENTERPRISE srl, sviluppando le considerazioni di metodo
esposte nei paragrafi precedenti, ha messo a punto dei “ benchmarks “
settoriali per la media impresa industriale.
“Benchmarks” settoriali costruiti riclassificando finanziariamente i
bilanci di imprese medie industriali appartenenti al medesimo settore.
Dagli anzidetti bilanci sono state ricavate le prestazioni che misurno in
modo acconcio:
- La redditività globale lorda (GROE)
- La liquidità
- L’apprezzamento della contabilizzazione dei valori
stimati
Le prestazioni sono solo quelle che permettono la
scomposizione logica e rigorosa delle variabili della meritevolezza di cui
sub a),b),c).
- “Benchmarks” multipli e “Benchmarks”
virtuali
Per avvicinarsi sempre meglio alla misura della
meritevolezza relativa, bisogna costruire dei “Benchmarks” virtuali.
Costruzione possibile solo se si può disporre di “Benchmarks”
multipli di settore.
7.0 – “ Benchmarks” multipli- ad esempio
nell’ Industria elettromeccanica
- n° 1- a livello Italia ( tutte le medie industrie
elettromeccaniche Italiane.)
- n° 2- a livello macroregione “A” (solo le medie
Industrie elettromeccaniche della macroregione “A”)
- n° 3- a livello macroregione “B” (solo le medie
Industrie elettromeccaniche della macroregione “B”)
7.1 – “Benchmarks” virtuali
- “THE BEST BENCHMARKS”: per ogni singola prestazione
si sceglie la prestazione migliore dai n° 3 campioni multipli
- “THE WORST BENCHMARKS”: per ogni singola
prestazione si sceglie la prestazione peggiore dai n°3 campioni
multipli
- “GROE” VIRTUALI : i due valori di “GROE” ( the
best & the worst ) sono calcolati in automatico sulle singole
prestazioni che compongono la formula di “GROE”
- “LIQUIDITA’ VIRTUALI”: i due valori di liquidità
sono calcolati in automatico sulle singole prestazioni che compongono la
formula di “liquidità”
- “APPREZZAMENTI VIRTUALI” andranno a tarare i due
“ GROE virtuali” e le due “Liquidità virtuali”.
- I risultati virtuali
Il sistema dei “Benchmarks” virtuali permette di
stabilire:
il miglior risultato virtuale
e
il peggior risultato virtuale
ed avere quindi una forcella con cui confrontare l’Impresa Media
Industriale appartenente allo stesso settore oggetto di valutazione,
determinando le due differenze per ogni singola prestazione sia della Redditività
Lorda Globale (GROE)
che
della Liquidità.
- “Benchmarks” standard e personalizzati
- “BENCHMARKS” STANDARD :sono quelli costruiti
utilizzando i dati delle grandi inchieste sulla industria.
- “BENCHMARKS” PERSONALIZZATI : sono quelli che ogni
Istituto Bancario può costruire –in casa- come ad esempio prendendo
tutte le Imprese (clienti) appartenenti ad uno stesso settore
industriale e poi suddividendole per area geografica (“Benchmarks”
multipli).
- Vantaggi del sistema dei “Benchmarks”
Il sistema dei “Benchmarks” permette all’Istituto
Bancario di avere:
- una rappresentazione rigorosa ed oggettiva delle
performances settoriali industriali che “fotografano”:
- redditività globale lorda (GROE)
- liquidità
- apprezzamento della contabilizzazione dei valori
stimati
- un risparmio di ore-uomo nell’analisi di valutazione
della meritevolezza dell’Impresa
- un tempo di risposta più veloce alle richieste di
affidamento
- una conoscenza settoriale che migliora il servizio da
dare al client
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