BENCHMARKS SETTORIALI E BENCHMARKS VIRTUALI
PER AIUTARE IL “RATING” SULLE IMPRESE

Basilea 2 ha portato nuovamente alla ribalta un tema che da sempre è centrale per gli analisti economico/finanziari: il rating d’impresa.
Si tratta di un problema complesso, sia da un punto di vista intrinseco che operativo: Una corretta analisi dovrebbe essere realizzata incrociando dati di settore, dati relativi all’area geografica, dati “privati dell’impresa” opportunamente  riclassificati e questo è spesso possibile solo parzialmente per l’analista bancario. Dal punto di vista operativo poi va considerato che questa analisi non richiede solo dati ed elevate competenze, ma anche tempo; tempo che si traduce in costi per l’organizzazione bancaria e che il cliente mal tollera di dover attendere, specie se poi l’esito dell’analisi non gli è favorevole.

Attraverso il percorso sinteticamente esposto di seguito noi ci proponiamo di supportare gli “analisti” di filiale e di agenzia fornendo uno strumento che consenta di realizzare un’analisi OGGETTIVA  e funzionale in tempi brevi.
Questo con un duplice obiettivo:

  1. Ridurre i costi di “pre analisi” delle pratiche di affidamento
  2. Migliorare la relazione con i clienti ed i prospect

Il nostro punto di vista è che il cliente è sempre un patrimonio che è importante conservare: poter presentare un metodo di analisi trasparente e poter fornire risposte in tempi brevi sono due elementi di servizio che l’imprenditore certamente apprezza.
Nel caso in cui l’esito sia negativo, questi due fattori diventano ancora più rilevanti nella relazione tra l’imprenditore (L’impresa) e il funzionario (L’istituto): l’oggettività dell’analisi infatti depotenzia il rischio di conflitto personale, mentre la rapidità di risposta consente all’imprenditore di poter valutare alternative operative o strategiche alla richiesta di finanziamento.

Naturalmente siamo consapevoli che, spesso, la valutazione sull’opportunità di affidare o meno un’impresa non dipenda unicamente da una valutazione “automatica” dei dati, il metodo proposto non elimina la discrezionalità del funzionario che è per definizione limitata solo dalle politiche dell’istituto; al contrario fornisce un punto di partenza per esercitarla con la massima efficacia, mettendo in risalto le prestazioni che richiedono ulteriori approfondimenti, gli elementi di negoziazione con il cliente, i parametri di riferimento.

Coerentemente con la complessità del tema e con il nostro stile il modello di intervento dovrà essere adattato alle esigenze, politiche aziendali ed esigenze tecnologiche di ogni singolo istituto, per poi tradursi in buona prassi attraverso la sedimentazione in uno strumento informatico e un adeguato percorso di formazione degli addetti.

  1. La lettura “esterna dei risultati d’impresa”

Gli Istituti Bancari, come gli altri “stake holders” ( clienti, dipendenti, fornitori, ecc.), di regola esaminano i risultati solo tramite una lettura “esterna” che si concentra prevalentemente su:

    • Stato patrimoniale dell’impresa
    • Conto economico dell’impresa

redatti secondo la normativa civilistica.
La lettura “esterna” comporta dei limiti nell’apprezzare i risultati d’impresa.
Limiti che possono essere ricondotti a :

  • Documenti in quanto tali ( Stato patrimoniale e Conto economico seppure arricchiti dalla “nota di accompagnamento“ e dalla Relazione sulla gestione );
  • La non conoscenza della legittima discrezionalità degli amministratori nel quantificare i valori stimati ( segnatamente capitalizzazione e rimanenze ).

Con riferimento ai limiti dei “documenti in quanto tali”, il più notevole è dato dal Conto economico,che rappresenta il risultato economico in modo sintetico. Solo una lettura “ interna “, che, peraltro, può fare solo l’Impresa, ottenuta disaggregando il risultato – tramite la contabilità analitica- permette di cogliere le causa prime dello stesso.
Il Conto economico – nella versione civilistica – rappresenta solo gli effetti delle cause prime che restano ignote in una lettura “ esterna”.
Discorso meno drastico può essere fatto per lo Stato patrimoniale; ma è indubbio che anche servendosi dei vari tipi di “ rendiconti finanziari “- costruiti tramite lo Stato patrimoniale – non si riescono a spiegare compiutamente le cause prime della politica finanziaria dell’ Impresa.
Discorso analogo vale per i valori stimati.
La constatazione dei limiti di una lettura “ esterna “ sia del Conto economico che dello Stato patrimoniale consente di mettere a punto un approccio corretto di lettura “ esterna “, che deve fare perno sugli effetti e non sulle cause prime ( perlopiù ignote o note in modo impreciso e quindi inutili per l’indagine ).
Bisogna quindi mappare gli effetti “che contano” e lasciar perdere i dati “ che confondono “. Bisogna liberarsi dalla “ Sindrome di Gauss “ che si traduce nel produrre statistiche che nulla spiegano e tanto costano.

  1. Censimento delle prestazioni che “non confondono”

Gli effetti delle cause prime sono quelle prestazioni che “non confondono”
-rilevabili correttamente “ dall’esterno “- e che determinano i risultati d’impresa.
Il censimento delle prestazioni che “non confondono” è prima di tutto un atto di realismo (“ non posso conoscere le cause prime dei fenomeni che indago” ) da cui discende un comportamento costruttivo ( “posso però definire efficacemente gli effetti” ) capace di mettere sul giusto binario una valutazione “ esterna “ sia della redditività globale che della liquidità dell’Impresa.
Dove la redditività è la condizione necessaria e la liquidità è la condizione sufficiente per giudicare la meritevolezza ( o la non meritevolezza ) dell’Impresa oggetto di valutazione.

  1. Conflittualità tra redditività e liquidità

Esiste ed esisterà sempre una conflittualità tra redditività e liquidità.
Da questa pacifica constatazione bisogna partire per censire quei fattori – presenti sia nella redditività che nella liquidità – che possono spiegare il conflitto tra una redditività che “spinge” ed una liquidità che “frena”.
E’ la misura di quei fattori la chiave per comprendere se la conflittualità è stata composta senza premiare l’una a scapito dell’altra.
Un’Impresa è tanto più meritevole quanto più è capace di comporre l’eterno conflitto tra redditività e liquidità.

  1. Dalla lettura “Esterna” individuale a quella multipla

La lettura esterna di una sola Impresa ( lettura individuale ) è incompleta. Incompletezza che non aiuta il giudizio di meritevolezza sulla stessa.
Bisogna leggere “esternamente” anche le altre Imprese che operano sul mercato in cui è presente l’ Impresa oggetto di valutazione. Solo così si può pervenire ad un giudizio di meritevolezza che dispone di tutti gli elementi di giudizio.
Bisogna passare da una lettura “esterna individuale” ad una lettura “esterna multipla” ( confronto con le altre imprese ).

  1. Meritevolezza relativa

Quanto proposto al paragrafo 4) ci porta al concetto di meritevolezza relativa.
La teoria dell’analisi di Bilancio può affermare che un indice deve essere uguale a uno, ma se poi – nella prassi – nessuna Impresa arriva ad avere un indice uguale a uno che rilevanza ha l’affermazione teorica?
Il valore teorico deve essere accantonato e va assunto il valore empirico come metro acconcio di valutazione della prestazione.
Per quanto sopra, la meritevolezza relativa è il valore medio empirico espresso, per una determinata prestazione, dalle “ N “ Imprese che operano in un dato mercato.
Va valutata quindi la meritevolezza relativa non la meritevolezza assoluta, astratta e molto spesso priva di riscontro nella realtà del mercato.

  1. “ Benchmarks “ settoriali

ENTERPRISE srl, sviluppando le considerazioni di metodo esposte nei paragrafi precedenti, ha messo a punto dei “ benchmarks “ settoriali per la media impresa industriale.
“Benchmarks” settoriali costruiti riclassificando finanziariamente i bilanci di imprese medie industriali appartenenti al medesimo settore. Dagli anzidetti bilanci sono state ricavate le prestazioni che misurno in modo acconcio:

  • La redditività globale lorda (GROE)
  • La liquidità
  • L’apprezzamento della contabilizzazione dei valori stimati

Le prestazioni sono solo quelle che permettono la scomposizione logica e rigorosa delle variabili della meritevolezza di cui sub a),b),c).

  1. “Benchmarks” multipli e “Benchmarks” virtuali

Per avvicinarsi sempre meglio alla misura della meritevolezza relativa, bisogna costruire dei “Benchmarks” virtuali. Costruzione possibile solo se si può disporre di “Benchmarks” multipli di settore.
7.0 – “ Benchmarks” multipli- ad esempio nell’ Industria elettromeccanica

  • n° 1- a livello Italia ( tutte le medie industrie elettromeccaniche Italiane.)
  • n° 2- a livello macroregione “A” (solo le medie Industrie elettromeccaniche della macroregione “A”)
  • n° 3- a livello macroregione “B” (solo le medie Industrie elettromeccaniche della macroregione “B”)    

7.1 – “Benchmarks” virtuali

  • “THE BEST BENCHMARKS”: per ogni singola prestazione si sceglie la prestazione migliore dai n° 3 campioni multipli
  • “THE WORST BENCHMARKS”: per ogni singola prestazione si sceglie la prestazione peggiore dai n°3 campioni multipli
  • “GROE” VIRTUALI : i due valori di “GROE” ( the best & the worst ) sono calcolati in automatico sulle singole prestazioni che compongono la formula di “GROE”
  • “LIQUIDITA’ VIRTUALI”: i due valori di liquidità sono calcolati in automatico sulle singole prestazioni che compongono la formula di “liquidità”
  • “APPREZZAMENTI VIRTUALI” andranno a tarare i due “ GROE virtuali” e le due “Liquidità virtuali”.
  1. I risultati virtuali

Il sistema dei “Benchmarks” virtuali permette di stabilire:
il miglior risultato virtuale
e
il peggior risultato virtuale
ed avere quindi una forcella con cui confrontare l’Impresa Media Industriale appartenente allo stesso settore oggetto di valutazione, determinando le due differenze per ogni singola prestazione sia della Redditività Lorda Globale (GROE)
che
della Liquidità.

  1. “Benchmarks” standard e personalizzati
  • “BENCHMARKS” STANDARD :sono quelli costruiti utilizzando i dati delle grandi inchieste sulla industria.
  • “BENCHMARKS” PERSONALIZZATI : sono quelli che ogni Istituto Bancario può costruire –in casa- come ad esempio prendendo tutte le Imprese (clienti) appartenenti ad uno stesso settore industriale e poi suddividendole per area geografica (“Benchmarks” multipli).
  1. Vantaggi del sistema dei “Benchmarks”

Il sistema dei “Benchmarks” permette all’Istituto Bancario di avere:

  • una rappresentazione rigorosa ed oggettiva delle performances     settoriali industriali che “fotografano”:
  • redditività globale lorda (GROE)
  • liquidità
  • apprezzamento della contabilizzazione dei valori stimati
  • un risparmio di ore-uomo nell’analisi di valutazione della meritevolezza dell’Impresa
  • un tempo di risposta più veloce alle richieste di affidamento
  • una conoscenza settoriale che migliora il servizio da dare al client
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