FORMAZIONE TUTOR AZIENDALI NEL PROGETTO DI ALTERNANZA SCUOLA LAVORO

L’ “alternanza” si differenzia rispetto ad altri percorsi che vedono l’allievo che si reca in organizzazioni lavorative esterne alla scuola, come il tirocinio o lo stage, per il fatto che, come definisce il decreto attuativo n° 77/2005, anche nel periodo trascorso in azienda ci deve essere un apprendimento, e che questo deve essere valutato in equipollenza al percorso scolastico.

Quindi mentre l’obiettivo chiave dello stage per l’allievo è di assumere consapevolezza del differente ruolo di “lavoratore” rispetto a quello di “studente” e di sperimentare l’applicazione pratica delle nozioni che ha assunto nel percorso scolastico, qui l’obiettivo di “imparare facendo” si somma ai tradizionali elementi esperienziali dello stage e del tirocinio.

In quest’ottica il compito dello staff di tutoraggio è più complesso: vediamo infatti la necessità di predisporre un piano di apprendimento, ed i conseguenti strumenti di misurazione, che veda interagire attivamente due professionalità storicamente distinte, da un lato il corpo docenti, dall’altro i professionisti che in azienda assolveranno il ruolo di tutor.
Si tratta quindi di un’operazione culturale di notevole portata: dal punto di vista delle professionalità “scolastiche” si richiede al corpo docenti di realizzare un processo di delega al mondo aziendale;dal punto di vista dell’azienda si richiede una forte responsabilizzazione sul percorso formativo dei giovani, ma anche una profonda
riflessione sui propri processi di produzione, decisionali e di “trasmissione del sapere”.

I tutor scolastici, in quanto esperti di processi di apprendimento, avranno la responsabilità di identificare gli obiettivi didattici che costituiscono la “premessa” all’alternanza, ovvero ciò che i ragazzi devono sapere prima di andare in azienda, e quali obiettivi (in funzione dello specifico percorso di studi) dovranno invece essere conseguiti durante , naturalmente annno per anno.
Stabiliti gli obiettivi didattici che si intende delegare all’azienda sarà possibile confrontarsi con i tutor aziendali per ipotizzare congiuntamente il percorso di alternanza.
Dovrebbe essere il tutor aziendale che identifica le attività che si presentano come gli ambiti idonei per lo specifico apprendimento; i tempi medi previsti per raggiungere le competenze previste e gli indicatori di prestazione costituiscono l’ultima fase del percorso.
Al termine di ogni  modulo verranno utilizzati mirati  strumenti di verifica dell’apprendimento  che consentiranno tempestive azioni di recupero individualizzato e certificherà i crediti raggiunti. (art.6, comma 3, D. lgs. 77/2005)

  • Acquisizione di competenze di base relative alla specifica mansione
  • Sviluppo di competenze professionali  e consolidamento di un'adeguata mentalità lavorativa che, accanto all’indispensabile  "saper fare", ponga il "saper essere" (riconoscimento e rispetto di ruoli e regole, capacità di adattamento e flessibilità, cura di sè, ecc.), così da consentire e favorire l'itegrazione lavorativa di persone disabili all'interno dei contesti produttivi.
  • Conoscenza di sé e elaborazione del proprio progetto personale

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